Ecco come l’alta moda inventa le mascherine con 400 metri di tessuto donati

Ecco come l’alta moda inventa le mascherine con 400 metri di tessuto donati

L’iniziativa dell’atelier Pagliani&Brasseur di Verona con l’associazione «La cura sono io». La proprietaria: «Ogni settimana esco con una collezione nuova». Per ogni pezzo venduto, tre euro saranno donati in beneficenza all’ospedale

In tanti abbiamo scoperto (o riscoperto), in questi due mesi trascorsi in casa, il cucito. Un esercizio rilassante: dicono. Probabilmente è stato meno rilassante, perché concentrate e attente a non sbagliare, per le donne veronesi. Felici comunque di aver risposto «presente» alla maratona della solidarietà, «CUCI&CURA #iorestoacasaacucire», organizzata da La Cura sono Io– associazione non profit nata per progettare bellezza nonostante – insieme a Pagliani&Brasseur, storico laboratorio di Verona che produce fiori in tessuto per l’Alta moda. È una idea tutta al femminile non poteva che iniziare in una data perfetta, lo scorso 8 marzo, giorno della Festa della donna. «Io e la mia amica Maria Teresa Ferrari, presidente de ‘La Cura sono Io’, ci siamo guardate negli occhi e abbiamo capito che bisognava fare qualcosa per gli altri», ricorda Anna Tosi, terza generazione di imprenditori di Pagliani&Brasseur, da 75 anni simbolo del tocco decorativo sugli abiti degli stilisti che contano.

Così, la signora ha deciso di donare 400 metri di tessuto pregiato alle sue concittadine volenterose e armate di ago e filo. «Naturalmente, non abbiamo chiesto di raggiungerci in atelier: tutto il materiale è stato recapitato a casa, grazie alla preziosa collaborazione dei volontari della fazione ‘Fevoss Santa Toscana di Verona’, impegnata nell’integrazione sociale e nella lotta contro l’emarginazione». Un sacchettino, il tessuto cento per cento cotone, e l’elastico adatto per i lacci. E lo stesso contenitore, con la mascherina già realizzata, era pronto per ripartire. Ormai sono più diecimila le mascherine prodotte. La destinazione? «Abbiamo iniziato con i senta tetto, le persone meno abbienti, ed i detenuti del carcere di Verona: ma, poi, le richieste sono aumentate. Ormai ci chiamano da tutta l’Italia», spiega Tosi, la quale ha chiesto ad alcuni suoi dipendenti, nei primi giorni dell’emergenza, di tornare al lavoro per la nobile causa, affrontata in puro stile Pagliani&Brasseur: «Le mie mascherine hanno sedici ‘pence’, e non le classiche tre pieghette delle altre mascherine: ogni settimana esco con una collezione nuova. Del resto, il nostro archivio contiene più di 75 mila prototipi: è una ricerca continua». «Sapevo che Anna mi avrebbe capita e seguita in questa impresa», afferma Maria Teresa Ferrari, per la quale la maratona non è finita: «Abbiamo realizzato altre cinquemila mascherine insieme alle sarte volontarie del progetto ‘Intreccio’ della Fevoss e de La Cura».

Inoltre, si appresta a ricevere l’ultima serie di mascherine dell’atelier della Tosi, la quale non vede l’ora di esporre nel suo negozio di Parona, alle porte di Verona, la collezione, “Non ti scordar di me”: per ogni pezzo venduto, tre euro saranno donati in beneficenza per la realizzazione dello “Spazio benessere” nel reparto di oncologia degli ospedali di Verona, tra i progetti più importanti portati avanti dall’associazione culturale, “La Cura sono Io”. Anche altre città, come Roma, Napoli e Parma, hanno risposto all’appello delle due donne veronesi, le cui mascherine sono finite nelle carceri di Poggioreale, Regina Coeli e Rebibbia, così come nel Tribunale di sorveglianza e richieste dalla Protezione civile di Parma. Che fare in questi casi? «Non fermarsi mai. Adesso, per esempio, mi sto dedicando a un progetto per una serie di cuffiette, camici e tute sanitarie, sempre in cotone», racconta la donna dei fiori, mentre si coccola tra le mani la sua mascherina, double-face, con apertura laterale realizzata per poter inserire, impreziosendola, una mascherina chirurgica o la Ffp2, e soprattutto omologata e antibatterica.

Tratto da: https://www.corriere.it/buone-notizie/20_maggio_05/ecco-come-l-alta-moda-inventa-mascherine-400-metri-tessuto-donati-5d47e034-8e26-11ea-b08e-d2743999949b.shtml

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